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Segnalato da dogsitter.it

Pettorina e Guinzaglio

La nostra scuola promuove l’utilizzo della pettorina ad H, non scapolare e non costrittiva e del guinzaglio lungo 3 metri con doppio moschettone, accorciabile quindi ad un metro e mezzo, per moltissimi motivi. Innanzitutto per il rispetto del benessere psicofisico dell’animale, perché il collo è una zona estremamente sensibile. Tutti i collari infatti soffocano, causano scomodità e dolore, possono rendere il cane confuso, spaventato e irritato. L’uso prolungato di un collare, e a maggior ragione di quello a strozzo, soprattutto in un cane che tira al guinzaglio, può causare seri danni a muscoli, vertebre,laringe, trachea,tiroide e addirittura danni cerebrali, disturbi visivi e cecità, come dimostrano gli ultimi studi del settore, proprio perché la respirazione è ostacolata e quindi l’apporto di ossigeno al cervello è ridotto.

Inoltre il collo riveste un ruolo importantissimo nell’ambito del comportamento sociale: è il punto in cui i cani afferrano per procurarsi il rispetto dei propri simili. Uno strattone pertanto, oltre a danneggiare fisicamente il cane, crea degli equivoci: il cane potrebbe interpretarlo come una forma di punizione con il rischio di ledere il rapporto di fiducia tra cane e proprietario. L’altra grande importanza sociale del collo è che i cani, nel momento in cui approcciano un conspecifico (e non solo), utilizzano dei segnali definiti calmanti per indicare la loro pacifica intenzione di conoscere l’altro, ad esempio si avvicinano lentamente facendo una piccola curva, abbassano la testa, distolgono lo sguardo, si leccano il labbro. Se il nostro cane indossa un collare e un guinzaglio corto gli impediamo di trasmettere questi rituali di approccio perché, nel momento in cui il cane fa per avvicinarsi all’altro, la testa si solleva, il petto si “apre”, non gli permettiamo di curvare ma lo facciamo avvicinare con una traiettoria diritta, facendogli pertanto assumere un atteggiamento che può esser interpretato come offensivo. E’ così che spesso nascono le liti, anche perché i proprietari quando vedono altri cani, specie chi possiede un cane di piccola taglia, accorciano il guinzaglio e tirano a sé il cane facendogli alzare la testa. L’altro cane, pertanto, vedendosi una possibile minaccia potrebbe “rispondere” anch’esso mettendo in atto un’ espressione assertiva facendo scatenare una zuffa.


Per ovviare tutti questi problemi è consigliabile utilizzare una pettorina. Molti allevatori, addestratori, educatori, negozianti e addirittura veterinari sconsigliano l’uso della pettorina con cani di taglia grande dicendo che può portare problemi alle spalle e che è solo con l’uso del collare, e in particolar modo di quello a strozzo, che il cane impara a non tirare, pensando che, per risolvere il problema, sia sufficiente agire sul sintomo quando invece è sulla causa che bisogna lavorare. Esistono tuttavia dei modelli di pettorina che non sono consigliabili perché creano fastidio, ad esempio la scapolare o la costrittiva, che passano sotto le ascelle, e possono creare problemi all’articolazione della spalla.

 

Ricordiamo però che la pettorina non è l’ennesima trovata per non far tirare il cane. I motivi per cui un cane tira al guinzaglio sono molteplici e non riguardano necessariamente l’uso di strumenti scorretti come collari fissi o a strozzo, associati a guinzagli molto corti. Infatti non diciamo certo che se un cane tira al guinzaglio e gli viene messa la pettorina non tirerà più da un giorno all’altro, anche se può capitare che questo succeda, perché il problema del tirare a volte è dovuto al fatto che il cane si sente strozzato, prova disagio e per cercare di sfuggire a questo disagio tira; nel momento in cui gli viene messa la pettorina non sentendo più la stretta al collo si rilassa e inizia a camminare senza più tirare. Ma questo è solo un esempio. Infatti come si diceva poc’anzi, si tratta prima di tutto di individuare la causa che porta il cane a tirare e risolvere quella, perché agire sul solo sintomo non porta alla soluzione.

 

Il modello corretto di pettorina che utilizziamo è quello con distanziatore, una fascia sopra la schiena e una sotto la pancia, questo infatti lascia la spalla e le scapole libere e non crea nessun danno. E’ inoltre regolabile, ha due ganci per l’apertura e la chiusura lateralmente e due anelli superiori uno dei quali è quello dove si aggancia il guinzaglio (vedi foto).

Indossando la pettorina, quando il cane tira e deve essere trattenuto, la pressione si distribuisce esclusivamente sullo sterno e sul torace senza produrre dolore, senso di costrizione, limitazione dei movimenti o altri disagi. Le due fibbie di aggancio e la loro posizione fanno sì che mettere e togliere la pettorina sia facile e veloce sia per il proprietario che per il cane e non si è costretti a manipolare il cane per la vestizione. Inoltre, si aumenta la somestesi nel cane, cioè la consapevolezza del proprio corpo, perché agisce su torace, schiena e i fianchi. Un soggetto più consapevole del proprio corpo è anche più sicuro di sé, quindi, più pro-attivo e prosociale.

Con la pettorina si migliora inoltre la comunicazione del cane quando si trova al guinzaglio e la relazione con il proprietario, aumentando fiducia e intesa nel binomio, evitando equivoci spiacevoli come offese involontarie provocate dal guinzaglio che va in trazione sul collare. Si trattiene anche un cane di grossa taglia e soprattutto il cane è molto più rilassato.

 

La pettorina può essere presentata al cane sin dal primo momento dell’adozione, quando inizia con noi le prime esplorazioni fuori dal contesto domestico,generalmente intorno ai due mesi/ due mesi e mezzo. Soprattutto i cuccioli, nei primi giorni dall’adozione, quando vengono portati fuori sono o molto incuriositi o spaventati dal mondo. In ogni caso avranno necessariamente un’andatura disordinata. Spesso si fermano e si rifiutano di camminare, perché qualcosa li incuriosisce o li preoccupa. Il proprietario in questo caso, fa spesso l’errore di forzare il cane strattonandolo con il guinzaglio. Il cane non solo vive male gli strumenti di gestione, ma marca in maniera negativa situazioni e contesti che vive magari per la prima volta.

 

Il guinzaglio non deve essere uno strumento per trascinare il cane da una parte all’altra ma deve essere una semplice cintura di sicurezza per impedire che il cane finisca in situazioni di pericolo. Il guinzaglio ideale è una semplice corda di 3 m, piatta per un maggior comfort e una presa migliore. Meno bene vanno i guinzagli detti “da addestramento”, quelli con gli anelli per fissare le diverse misure, perché c’è il rischio che si possono impigliare e perché soprattutto in cani di piccola taglia sono pesanti. Assolutamente da evitare quelli corti (più è corto meno libertà di movimento ha il cane e maggiore è la frustrazione) e quelli flexi, scomodissimi da tenere in mano, c’è il rischio poi di farsi male alle mani per via della fettuccia fine e tagliente oltre ad essere a volte pericolosi (ad esempio se il cane attraversa la strada e sta sopraggiungendo un’auto si può correre il rischio che finisca sotto la macchina).

Inoltre il guinzaglio di 3 metri con doppio moschettone può essere accorciato al metro e mezzo, che è la misura massima richiesta per legge.