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Segnalato da dogsitter.it

I nostri metodi

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L’approccio utilizzato nella nostra scuola è l’approccio cognitivo-zooantropologico. Esso prevede l’impiego del metodo gentile, ovvero il non utilizzo di stimoli avversativi verso il cane, come coercizione, inibizione, comandi urlati, l’uso di guinzagli a strozzo… e la considerazione dell’etogramma di specie, ovvero il repertorio delle variabili comportamentali e cognitive di una specie, oggetto di studio dell’etologia.
Una delle principali differenze tra l’approccio tradizionale (addestrativo) e quello CZ è la considerazione che il profilo comportamentale del cane (il perché il cane si comporta in una certa maniera), l’apprendimento (come fa il cane a imparare a fare o non fare una certa azione) e la trasmissione (come facilitare l’ insegnamento), sono il frutto della vita relazionale del cane e non l’acquisizione di un atto performativo, cioè di condizionamenti!


“L’approccio CZ è basato sulla considerazione mentalistica del cane, sulla valutazione relazionale del processo educativo (non c’è educazione senza relazione) e sull’impostazione pedagogica del training. Ha come obiettivo sul cane l’equilibrio, la prosocialità, la collaboratività performativa, l’ approssimazione allo status di partner.
L’approccio tradizionale (addestrativo) invece, ha una strutturazione antropocentrica, ha lo scopo di rendere il cane una sorta di robot, che deve rispondere ad automatismi. Ha come obiettivo sul cane il controllo, l’inibizione e la standardizzazione performativa, l’approssimazione allo status di macchina.”*

* Tratto in parte da R. Marchesini